Superare le balbuzie Parma

La balbuzie detta anche balbettamento, dislalia, disfemia o disartria funzionale è un disturbo del linguaggio caratterizzato dalla fluenza interrotta e da involontarie ripetizioni e prolungamenti di suoni, sillabe, parole o frasi, con frequenti pause o blocchi in cui la persona che balbetta non è in grado di esprimere verbalmente, in modo continuo, un pensiero o un concetto, nonostante lo abbia già formulato mentalmente. La locuzione utilizzata per questi blocchi è “disfluenze verbali”. Questo è associato a un impatto psicologico negativo che può portare il disfluente allo sviluppare stati d’ansia, fobie specifiche, forme di evitamento, forme di depressione e isolamento auto-imposto, in relazione agli episodi traumatici vissuti.

Superare le balbuzie e l’impatto emotivo Parma

superare-le-balbuzie-parmaLe conseguenze psicologiche della balbuzie non sono da sottovalutare. Il balbuziente ha a che fare con il suo problema in qualunque ambito. Non a caso il disturbo può complicare l’inserimento del soggetto colpito in ambito scolastico e lavorativo. Spesso durante l’infanzia e l’adolescenza il balbuziente è bersaglio di fenomeni di bullismo, in quanto il soggetto colpito non è in grado di difendersi verbalmente, e questo va ad appesantire la situazione di sofferenza che il disturbo di per sé causa. Esso non è generalmente un problema di produzione fisica dei suoni delle parole o di trasformazione dei pensieri in parole e nonostante una diffusa credenza popolare, la balbuzie non è sintomo di scarsa intelligenza. Infatti al di fuori della loro difficoltà di parola, le persone che balbettano sono assolutamente ‘normali’ nel senso clinico del termine.

L’impatto causato dalla balbuzie sullo stato emozionale e funzionale della persona può essere serio. Alcune di queste conseguenze passano inosservate agli ascoltatori e possono includere timore nel pronunciare specifiche vocali o consonanti, paura di essere colti dalla balbuzie in situazioni sociali, isolamento auto-imposto, ansia, evitamento, vergogna o la sensazione di perdita di controllo durante il discorso, inoltre non di rado in contesti di comunicazione verbale il balbuziente si sottopone a forte stress operando una continua sostituzione e riorganizzazione lessicale nel tentativo di evitare suoni o parole di difficile pronuncia.

La balbuzie è spesso vista come sintomo di ansia, ma in realtà non vi è correlazione in tale direzione: non è infatti l’ansia a causare la balbuzie ma viceversa, soprattutto in contesti sociali. In questo caso l’ansia raggiunge il suo picco qualora la balbuzie si sia manifestata in modalità e contesti che il balbuziente ritiene inappropriati, così come il picco d’ansia può essere quasi istantaneo, spesso diventando apparente a metà sillaba e portando un osservatore casuale a confondere l’effetto con la causa.

Ansia, depressione, scarsa autostima, nervosismo e stress non predispongono quindi di per sé la balbuzie né la causano, sebbene siano le conseguenze del vivere con una disabilità grandemente stigmatizzata e sono tutti fattori che, a loro volta, aggravano il problema, riducendo la quantità di stress necessario per innescare la balbuzie.

Tale fenomeno crea inevitabilmente un circolo vizioso per cui è stato proposto il nome di ‘sindrome del balbuziente‘. Questo disordine è inoltre variabile: in certe situazioni, tipica quella di parlare al telefono, la balbuzie può essere più o meno grave, dipendendo dal livello di ansia collegato con quella attività. I balbuzienti spesso percepiscono la propria balbuzie in modo fluttuante, come se ci fossero giorni in cui è più evidente, meno evidente o totalmente assente.